Esaminiamo, uno per uno, i principali argomenti dei sostenitori del NO alla riforma della giustizia.
1) La divisione delle carriere tutto sommato è accettabile, ma già esiste.
NON è vero. Esiste già la divisione delle funzioni, ed esiste in maniera solo parziale, infatti la legge attuale consente al PM di diventare giudice e viceversa anche se una volta.
Ma separazione delle funzioni NON vuol dire separazione delle carriere. Giudici e PM entrano in magistratura facendo lo stesso concorso, sono sottoposti e controllati dagli stessi superiori. Un PM può decidere sulla promozione di un giudice e viceversa.
2) La riforma mette la magistratura sotto il controllo della politica.
E’ una PALLA. La riforma separa le carriere dei giudici da quelle dei PM ma a controllare entrambi saranno due diversi CSM entrambi composti per due terzi da magistrati, la stessa percentuale prevista dalle norme attuali.
3) La riforma prevede che i membri togati del CSM siano estratti a sorte. Questo permetterebbe che a decidere delle carriere dei magistrati siano persone incompetenti.
Altra PALLA. La riforma prevede che i membri togati dei due CSM siano sorteggiati FRA MAGISTRATI, quindi fra persone che si ritiene siano competenti.
4) Col sorteggio il CSM perde il sua carattere rappresentativo.
Il CSM è un organismo tecnico, NON politico. Suo compito non è fornire la magistratura di una rappresentanza politica, ma di decidere su assegnazioni, promozioni, percorsi di carriera dei vari magistrati. Il sistema del sorteggio mette fine alla anomalia secondo cui i controllori vengono scelti dai controllati, un po’ come se i calciatori eleggessero gli arbitri.
5) Il sistema del sorteggio rende la magistratura più debole nei confronti della politica.
E’ vero esattamente il contrario. Attualmente i membri del CSM vengono eletti dai magistrati in base alle loro appartenenze politiche. In Italia, caso unico in tutto l’occidente, i magistrati si dividono in tanti partiti politici, esiste il “parlamentino” dei magistrati. Assegnazioni, promozioni, percorsi di carriera vengono attualmente stabiliti in base ad appartenenze di corrente e considerazioni politiche. Il sistema del sorteggio mette la parola fine a tutto questo, LIBERA la magistratura da influenze politiche.
6) La riforma prevede la formazione di una corte di giustizia che può punire i magistrati per errori commessi con dolo o colpa grave. Questo rende la magistratura serva della politica.
La corte di giustizia si compone di 15 membri: 3 eletti dal capo dello stato, tre estratti da una rosa decisa dal parlamento fra avvocati e professori universitari di diritto, nove estratti da una rosa di magistrati. Come tutto questo possa rendere la magistratura “serva della politica” resta un mistero. Si aggiunga che attualmente nessun magistrato paga mai per i suoi errori. Se un chirurgo asporta a un paziente il rene sano invece di quello malato finisce giustamente sotto processo, il magistrato che diede inizio al caso Tortora è stato poi promosso.
7) la riforma è fascista.
Il codice di procedura penale in vigore sotto il fascismo NON prevedeva alcuna separazione delle carriere fra giudici e PM. A essere vicina a norme fasciste è semmai la NON divisione delle carriere fra giudici e PM.
8) Bisogna votare NO perché la vittoria del SI favorirebbe Giorgia Meloni.
Ecco, questo è l’unico argomento serio che sta alla base di tutti gli inviti bocciare la riforma. Bisogna bocciarla non perché sia sbagliata ma perché è l’orribile governo Meloni a proporla. Siamo di fronte alla riproposizione dell’argomento orribile: una certa proposizione è vera o falsa a seconda di chi la pronuncia. Se Giorgia Meloni dice che due più due fa quattro allora bisogna dire che due più due fa cinque. Fantastico argomento: fornisce a tutte le persone capaci di pensare con la propri testa un ottimo motivo per votare SI!!!!!!!!
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