mercoledì 4 marzo 2026

UNA RISPOSTA

 

Uno dei pochissimi, forse l’unico argomento dei fautori del “no” che val la pena di prendere seriamente in considerazione suona, più o meno così:
Con la riforma i membri “laici” del CSM saranno estratti a sorte da una rosa votata dal parlamento. In questo modo avranno una forte colorazione politica. Quelli togati saranno invece estratti a sorte in maniera indifferenziata fra i magistrati. Avremo quindi dei “laici” politicamente qualificati contro dei togati non politicamente qualificati e questo porterà alla subordinazione della magistratura alla politica e al governo.
Cosa rispondere a un simile argomento?
1) I sostenitori del “no” continuano a confondere governo e parlamento, probabilmente questa confusione fa parte della loro cultura; in effetti nei paesi che loro amano il parlamento non esiste o non conta nulla.
2) Già ora il parlamento decide dei membri laici e lo fa direttamente, con la riforma lo fa indirettamente eleggendo a maggioranza qualificata una rosa da cui i laici saranno estratti. Con la riforma la politica fa semmai un passo indietro.
3) Attualmente i togati vengono eletti dai magistrati in base ad appartenenze politiche. Davvero questo sistema elimina le ingerenze della politica in magistratura? Poniamo che i “laici” eletti dal parlamento siano di colore politico simile a quello della maggioranza dei togati. Si formerebbe così nel CSM una maggioranza di un certo colore politico coinvolgente laici e togati. Questo sarebbe un sistema per ridurre il peso della politica in magistratura? Basta fare la domanda per avere la risposta. Del resto i fatti parlano chiaro, col sistema attuale esistono canali di comunicazione fra partiti e correnti della magistratura. Lo scandalo Palamara sta lì a dimostrarlo.
4) Il CSM NON E’, NON DEVE ESSERE un organo politico. I sostenitori del “no” continuano a considerarlo tale e discettano NON sul modo migliore per eliminare la politica dal CSM ma per evitare che una certa corrente politica sia più forte di un’altra. Questo nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore sono impegnati a far si che una certa corrente politica (chissà quale) possa conservare, grazie alla militanza dei suoi membri, la supremazia sulle altre. In ogni caso simili considerazioni sono del tutto estranee a una corretta logica istituzionale.
Basta così.

sabato 28 febbraio 2026

IL DIRITTO INTERNAZIONALE DEGLI IPOCRITI

 

Come era prevedibile un certo numero di esponenti politici occidentali hanno reagito all’attacco all’Iran e all’eliminazione di un tiranno sanguinario con strilli e lacrimuccie sulla “violazione del diritto internazionale”.
Sul concetto stesso di “diritto internazionale” ci sarebbe da discutere a lungo, ma… lasciamo perdere, do’ per scontato che ci sia e sia una cosa seria, mi limito a tre considerazioni.
1) L’Iran non riconosce Israele. Attenzione NON si tratta di un normale mancato riconoscimento diplomatico: l’Iran non si limita a non avere rapporti diplomatici con Israele, nega che questi abbia diritto di esistere. I teocrati iraniani non chiamano neppure Israele col suo nome, lo definiscono “entità sionista”, per la teocrazia iraniana Israele NON ESISTE in quanto stato. Se le cose stanno così, come può l’Iran sostenere che il diritto internazionale vincoli in qualche modo Israele? E’ possibile negare a uno stato il diritto di essere tale e pretendere nel contempo che questo non-sato sia vincolato dal diritto? E, dalla parte opposta, perché mai Israele dovrebbe rispettare uno stato che gli nega il diritto di esistere?
2) L’Iran è da moltissimo tempo fuori dal diritto internazionale. Organizza e arma gruppi terroristici impegnati in azioni contro Israele, gli USA, gli stessi paesi arabi che hanno rapporti non conflittuali con l’occidente. Hamas, Hezbollah, gli Houti sono tutti creazioni dell’Iran, è dell’Iran la responsabilità di continui episodi di terrore che insanguinano il medio oriente e non solo. Tanto basta a considerare l’Iran FUORI dal diritto internazionale.
3) Seguire il “diritto internazionale” vuol dire permettere che ognuno faccia in casa propria quello che vuole? In Iran esiste la “polizia morale” che imprigiona, stupra e a volte uccide giovani donne “ree” di non indossare correttamente il velo islamico. Nelle recenti manifestazioni popolari il regime iraniano ha massacrato migliaia di persone ree solo di aver protestato in piazza. Le cifre esatte non si conosceranno mai, ma le stesse fonti ufficiali parlano di oltre 3.000 morti, gli oppositori del regime affermano invece che i morti ammazzati sono oltre 30.000, il tutto non in anni di guerra ma in un mese circa di manifestazioni di piazza. Il diritto internazionale deve ignorare simili fatterelli? Se un mio vicino sta, in casa sua, stuprando e massacrando di botte una bambina io non devo intervenire perché obbligato a rispettare il diritto alla inviolabilità del domicilio?
Attendo risposte.

VOTIAMO SI

 

L’articolo 104 della Costituzione, nella attuale configurazione recita:
“La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (1).
Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio (2).
Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento.
I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.
Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento [65] o di un Consiglio regionale.”
La riforma oggetto del referendum lascia inalterati il primo e il secondo comma dell’articolo, modifica il terzo stabilendo che ci saranno due consigli superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i PM. Entrambi saranno, come ora, composti per due terza da magistrati. Invece di essere eletti dai magistrati stessi i membri dei due CSM saranno estratti a sorte FRA MAGISTRATI.
Ora, si può legittimamente non essere d’accordo con la riforma, ma affermare che questa vuole mettere la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo è solo una volgarissima menzogna.
Con la riforma la magistratura resta “un ordine autonomo e indipendente”. Per renderla dipendente dall’esecutivo ci vorrebbe una NUOVA legge costituzionale che, val la pena di ricordarlo, dovrebbe essere approvata DUE VOLTE da camera e senato e sottoposta a referendum popolare.
Molti fautori del NO però affermano che se passa la riforma domani sarebbe possibile che il governo presentasse delle leggi che di fatto renderebbero meno autonoma la magistratura.
Come si vede siamo al corto circuito logico. Si chiede di bocciare la legga A perché domani chi ha proposto A potrebbe proporre B. Non si discute della legge oggetto di referendum ma di un’altra possibile legge che domani potrebbe essere imposta al paese dai cattivissimi partiti del centro destra. L’analisi della legge oggetto di referendum viene sostituita dai processi a presunte intenzioni, non si discute più del reale ma del possibile, del presunto, del “potrebbe essere”. Con pari logica qualcuno potrebbe dire che se vince il SI rischiamo un a invasione aliena…
E’ ora di tornare a un minimo di razionalità.
Andiamo a votare e votiamo SI

domenica 22 febbraio 2026

COSTITUZIONALISTI ALL'AMATRICIANA

 


Leggo che la signora Rosi Bindi ha affermato che i governi non hanno poteri costituenti e che le modifiche alla costituzione dovrebbero essere “chirurgiche” e fatte al solo scopo di rendere più efficace la Costituzione stessa.
Vediamo un po’. Che i governi non abbiano poteri costituenti è ovviamente vero, infatti MAI, nessun governo si è attribuito simili poteri. La attuale proposta di revisione costituzionale è stata apprpovata dal PARLAMENTO, NON DAL GOVERNO, ma ovviamente la signora Bindi, come moltissimi sostenitori del “no” ignora la differenza fra governo e parlamento.
Quanto al resto, cioè sulla portata solo “chirurgica delle modifiche costituzionale, vediamo cosa dice in proposito la Costituzione.

Articolo 138:
“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”
Articolo 139:
“ La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.”

Come si vede la Costituzione non spende una sola parola sul contenuto “chirurgico” o meno delle leggi di revisione costituzionale, né sugli argomenti oggetto delle stesse. L’unico limite che la Costituzione pone alle modifiche costituzionali è la forma repubblicana di governo.
Sulla base del dettato costituzionale si può quindi con fondata ragione affermare che a essere INCOSTITUZIONALE è la pretesa di impedire le modifiche costituzionali o di porre alle stesse limiti del tipo di quelli che propone la signora Rosi Bindi e con lei moltissimi sostenitori del “no” al referendum.
Del resto, val la pena di ripeterlo sino alla noia, sono già state apportate modifiche importanti alla Costituzione, ma su quelle i costituzionalisti all'amatriciana come la signora Bindi hanno a suo tempo preferito tacere.

giovedì 19 febbraio 2026

IDIOZIE STELLARI

 

Una delle più colossali idiozie che si leggono in rete in questi giorni è la seguente: con la separazione delle carriere il PM non sarà più tenuto a cercare prove a discarico dell’indagato. Se il PM diventa accusatore sarà interessato ad accusare non a cercare la verità.Incredibile, “ragionando” (si fa oper dire) in questo modo in tutto l’occidente i magistrati inquirenti, e con loro i poliziotti, non esaminerebbero gli elementi di prova a discarico di un sospettato, sarebbero una sorta di pazzoidi sguinzagliati ad accusare questo e quello , così, a casaccio e a senso unico. Il PM attuale cerca la verità, con carriere divise diventa pubblico accusatore e pensa solo all’accusa, non alla verità: questa idiozie viene scritta e detta, spesso e volentieri.Il magistrato inquirente compie le indagini, esamina tutti gli elementi a carico e a discarico che riguardano i vari sospettati, alla fine ritiene che un certo sospettato sia colpevole e si va a processo. Nel processo sostiene le tesi della pubblica accusa, difende il valore delle prove a carico e cerca di dimostrare che quelle a discarico sono poco consistenti. Un giudice terzo e imparziale alla fine emetterà il verdetto. Nei paesi in cui il giudice è davvero terzo rispetto ad accusa e difesa un pubblico accusatore che dovesse omettere di considerare le prove a discarico dell’imputato rischierebbe molto grosso, potrebbe venire radiato o finire a sua volta sul banco degli imputati. Questo nei paesi civili in cui accusa e difesa sono davvero sullo stesso piano. In Italia le cose stanno un po’ diversamente. Il magistrato che ha fatto condannate Tortora è stato poi promosso, sono rarissimi i casi di magistrati che pagano per errori commessi con colpa grave. Se vincerà il SI sarà creata la corte di giustizia e le cose probabilmente miglioreranno.In ogni caso, il livello di menzogne e mistificazioni che si leggono in rete in questi giorni è davvero deprimente.


domenica 15 febbraio 2026

ESAMINIAMO...

 

Esaminiamo, uno per uno, i principali argomenti dei sostenitori del NO alla riforma della giustizia.

1) La divisione delle carriere tutto sommato è accettabile, ma già esiste.
NON è vero. Esiste già la divisione delle funzioni, ed esiste in maniera solo parziale, infatti la legge attuale consente al PM di diventare giudice e viceversa anche se una volta.
Ma separazione delle funzioni NON vuol dire separazione delle carriere. Giudici e PM entrano in magistratura facendo lo stesso concorso, sono sottoposti e controllati dagli stessi superiori. Un PM può decidere sulla promozione di un giudice e viceversa.

2) La riforma mette la magistratura sotto il controllo della politica.
E’ una PALLA. La riforma separa le carriere dei giudici da quelle dei PM ma a controllare entrambi saranno due diversi CSM entrambi composti per due terzi da magistrati, la stessa percentuale prevista dalle norme attuali.

3) La riforma prevede che i membri togati del CSM siano estratti a sorte. Questo permetterebbe che a decidere delle carriere dei magistrati siano persone incompetenti.
Altra PALLA. La riforma prevede che i membri togati dei due CSM siano sorteggiati FRA MAGISTRATI, quindi fra persone che si ritiene siano competenti.

4) Col sorteggio il CSM perde il sua carattere rappresentativo.
Il CSM è un organismo tecnico, NON politico. Suo compito non è fornire la magistratura di una rappresentanza politica, ma di decidere su assegnazioni, promozioni, percorsi di carriera dei vari magistrati. Il sistema del sorteggio mette fine alla anomalia secondo cui i controllori vengono scelti dai controllati, un po’ come se i calciatori eleggessero gli arbitri.

5) Il sistema del sorteggio rende la magistratura più debole nei confronti della politica.
E’ vero esattamente il contrario. Attualmente i membri del CSM vengono eletti dai magistrati in base alle loro appartenenze politiche. In Italia, caso unico in tutto l’occidente, i magistrati si dividono in tanti partiti politici, esiste il “parlamentino” dei magistrati. Assegnazioni, promozioni, percorsi di carriera vengono attualmente stabiliti in base ad appartenenze di corrente e considerazioni politiche. Il sistema del sorteggio mette la parola fine a tutto questo, LIBERA la magistratura da influenze politiche.
 
6) La riforma prevede la formazione di una corte di giustizia che può punire i magistrati per errori commessi con dolo o colpa grave. Questo rende la magistratura serva della politica.
La corte di giustizia si compone di 15 membri: 3 eletti dal capo dello stato, tre estratti da una rosa decisa dal parlamento fra avvocati e professori universitari di diritto, nove estratti da una rosa di magistrati. Come tutto questo possa rendere la magistratura “serva della politica” resta un mistero. Si aggiunga che attualmente nessun magistrato paga mai per i suoi errori. Se un chirurgo asporta a un paziente il rene sano invece di quello malato finisce giustamente sotto processo, il magistrato che diede inizio al caso Tortora è stato poi promosso.

7) la riforma è fascista.
Il codice di procedura penale in vigore sotto il fascismo NON prevedeva alcuna separazione delle carriere fra giudici e PM. A essere vicina a norme fasciste è semmai la NON divisione delle carriere fra giudici e PM.

8) Bisogna votare NO perché la vittoria del SI favorirebbe Giorgia Meloni.
Ecco, questo è l’unico argomento serio che sta alla base di tutti gli inviti bocciare la riforma. Bisogna bocciarla non perché sia sbagliata ma perché è l’orribile governo Meloni a proporla. Siamo di fronte alla riproposizione dell’argomento orribile: una certa proposizione è vera o falsa a seconda di chi la pronuncia. Se Giorgia Meloni dice che due più due fa quattro allora bisogna dire che due più due fa cinque. Fantastico argomento: fornisce a tutte le persone capaci di pensare con la propri testa un ottimo motivo per votare SI!!!!!!!!

lunedì 9 febbraio 2026

SI NO E COSTITUZIONE

 

Una delle argomentazioni più ridicole di coloro che difendono il NO è la seguente: “votiamo NO perché vogliamo difendere la costituzione”.
Ora, il 22 23 marzo (salvo sorprese) si voterà su una legge di modifica costituzionale. . Chi non è d’accordo con tali modifiche può legittimamente motivare il suo NO, ma dire che le modifiche vanno respinte perché si deve “difendere la costituzione” equivale a dire che la Costituzione NON può MAI, in nessun caso essere modificata. Però l’articolo 138 della costituzione, primo e secondo comma, recita:
“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.”
Quindi la costituzione stessa prevede le procedure della propria modifica. Per inciso l’articolo 138 mostra chiaramente che la famosa raccolta di firme su cui si cerca di far leva per rinviare il voto è stata assolutamente inutile, un mero pretesto per perdere tempo, perché per convocare il referendum bastava la richiesta di un quinto dei membri di una camera.
Incisi polemici a parte, la costituzione NON è e NON si considera un testo sacro, può essere soggetta a modifiche, non ha senso alcuno quindi affermare che si è per il NO in nome della difesa della costituzione, a meno che non si ritenga “incostituzionale” l’articolo 138 della costituzione stessa.
Del resto sono già state apportate in passato numerose modifiche alla costituzione. In quei casi però gli attuali “difensori della costituzione” tacevano.
Non mi stancherò di ripeterlo, occorre ANDARE A VOTARE e votare SI.