Uno dei pochissimi, forse l’unico argomento dei fautori del “no” che val la pena di prendere seriamente in considerazione suona, più o meno così:
Con la riforma i membri “laici” del CSM saranno estratti a sorte da una rosa votata dal parlamento. In questo modo avranno una forte colorazione politica. Quelli togati saranno invece estratti a sorte in maniera indifferenziata fra i magistrati. Avremo quindi dei “laici” politicamente qualificati contro dei togati non politicamente qualificati e questo porterà alla subordinazione della magistratura alla politica e al governo.
Cosa rispondere a un simile argomento?
1) I sostenitori del “no” continuano a confondere governo e parlamento, probabilmente questa confusione fa parte della loro cultura; in effetti nei paesi che loro amano il parlamento non esiste o non conta nulla.
2) Già ora il parlamento decide dei membri laici e lo fa direttamente, con la riforma lo fa indirettamente eleggendo a maggioranza qualificata una rosa da cui i laici saranno estratti. Con la riforma la politica fa semmai un passo indietro.
3) Attualmente i togati vengono eletti dai magistrati in base ad appartenenze politiche. Davvero questo sistema elimina le ingerenze della politica in magistratura? Poniamo che i “laici” eletti dal parlamento siano di colore politico simile a quello della maggioranza dei togati. Si formerebbe così nel CSM una maggioranza di un certo colore politico coinvolgente laici e togati. Questo sarebbe un sistema per ridurre il peso della politica in magistratura? Basta fare la domanda per avere la risposta. Del resto i fatti parlano chiaro, col sistema attuale esistono canali di comunicazione fra partiti e correnti della magistratura. Lo scandalo Palamara sta lì a dimostrarlo.
4) Il CSM NON E’, NON DEVE ESSERE un organo politico. I sostenitori del “no” continuano a considerarlo tale e discettano NON sul modo migliore per eliminare la politica dal CSM ma per evitare che una certa corrente politica sia più forte di un’altra. Questo nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore sono impegnati a far si che una certa corrente politica (chissà quale) possa conservare, grazie alla militanza dei suoi membri, la supremazia sulle altre. In ogni caso simili considerazioni sono del tutto estranee a una corretta logica istituzionale.
Basta così.
Nessun commento:
Posta un commento