Come era prevedibile un certo numero di esponenti politici occidentali hanno reagito all’attacco all’Iran e all’eliminazione di un tiranno sanguinario con strilli e lacrimuccie sulla “violazione del diritto internazionale”.
Sul concetto stesso di “diritto internazionale” ci sarebbe da discutere a lungo, ma… lasciamo perdere, do’ per scontato che ci sia e sia una cosa seria, mi limito a tre considerazioni.
1) L’Iran non riconosce Israele. Attenzione NON si tratta di un normale mancato riconoscimento diplomatico: l’Iran non si limita a non avere rapporti diplomatici con Israele, nega che questi abbia diritto di esistere. I teocrati iraniani non chiamano neppure Israele col suo nome, lo definiscono “entità sionista”, per la teocrazia iraniana Israele NON ESISTE in quanto stato. Se le cose stanno così, come può l’Iran sostenere che il diritto internazionale vincoli in qualche modo Israele? E’ possibile negare a uno stato il diritto di essere tale e pretendere nel contempo che questo non-sato sia vincolato dal diritto? E, dalla parte opposta, perché mai Israele dovrebbe rispettare uno stato che gli nega il diritto di esistere?
2) L’Iran è da moltissimo tempo fuori dal diritto internazionale. Organizza e arma gruppi terroristici impegnati in azioni contro Israele, gli USA, gli stessi paesi arabi che hanno rapporti non conflittuali con l’occidente. Hamas, Hezbollah, gli Houti sono tutti creazioni dell’Iran, è dell’Iran la responsabilità di continui episodi di terrore che insanguinano il medio oriente e non solo. Tanto basta a considerare l’Iran FUORI dal diritto internazionale.
3) Seguire il “diritto internazionale” vuol dire permettere che ognuno faccia in casa propria quello che vuole? In Iran esiste la “polizia morale” che imprigiona, stupra e a volte uccide giovani donne “ree” di non indossare correttamente il velo islamico. Nelle recenti manifestazioni popolari il regime iraniano ha massacrato migliaia di persone ree solo di aver protestato in piazza. Le cifre esatte non si conosceranno mai, ma le stesse fonti ufficiali parlano di oltre 3.000 morti, gli oppositori del regime affermano invece che i morti ammazzati sono oltre 30.000, il tutto non in anni di guerra ma in un mese circa di manifestazioni di piazza. Il diritto internazionale deve ignorare simili fatterelli? Se un mio vicino sta, in casa sua, stuprando e massacrando di botte una bambina io non devo intervenire perché obbligato a rispettare il diritto alla inviolabilità del domicilio?
Attendo risposte.
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