giovedì 19 febbraio 2026

IDIOZIE STELLARI

 

Una delle più colossali idiozie che si leggono in rete in questi giorni è la seguente: con la separazione delle carriere il PM non sarà più tenuto a cercare prove a discarico dell’indagato. Se il PM diventa accusatore sarà interessato ad accusare non a cercare la verità.Incredibile, “ragionando” (si fa oper dire) in questo modo in tutto l’occidente i magistrati inquirenti, e con loro i poliziotti, non esaminerebbero gli elementi di prova a discarico di un sospettato, sarebbero una sorta di pazzoidi sguinzagliati ad accusare questo e quello , così, a casaccio e a senso unico. Il PM attuale cerca la verità, con carriere divise diventa pubblico accusatore e pensa solo all’accusa, non alla verità: questa idiozie viene scritta e detta, spesso e volentieri.Il magistrato inquirente compie le indagini, esamina tutti gli elementi a carico e a discarico che riguardano i vari sospettati, alla fine ritiene che un certo sospettato sia colpevole e si va a processo. Nel processo sostiene le tesi della pubblica accusa, difende il valore delle prove a carico e cerca di dimostrare che quelle a discarico sono poco consistenti. Un giudice terzo e imparziale alla fine emetterà il verdetto. Nei paesi in cui il giudice è davvero terzo rispetto ad accusa e difesa un pubblico accusatore che dovesse omettere di considerare le prove a discarico dell’imputato rischierebbe molto grosso, potrebbe venire radiato o finire a sua volta sul banco degli imputati. Questo nei paesi civili in cui accusa e difesa sono davvero sullo stesso piano. In Italia le cose stanno un po’ diversamente. Il magistrato che ha fatto condannate Tortora è stato poi promosso, sono rarissimi i casi di magistrati che pagano per errori commessi con colpa grave. Se vincerà il SI sarà creata la corte di giustizia e le cose probabilmente miglioreranno.In ogni caso, il livello di menzogne e mistificazioni che si leggono in rete in questi giorni è davvero deprimente.


domenica 15 febbraio 2026

ESAMINIAMO...

 

Esaminiamo, uno per uno, i principali argomenti dei sostenitori del NO alla riforma della giustizia.

1) La divisione delle carriere tutto sommato è accettabile, ma già esiste.
NON è vero. Esiste già la divisione delle funzioni, ed esiste in maniera solo parziale, infatti la legge attuale consente al PM di diventare giudice e viceversa anche se una volta.
Ma separazione delle funzioni NON vuol dire separazione delle carriere. Giudici e PM entrano in magistratura facendo lo stesso concorso, sono sottoposti e controllati dagli stessi superiori. Un PM può decidere sulla promozione di un giudice e viceversa.

2) La riforma mette la magistratura sotto il controllo della politica.
E’ una PALLA. La riforma separa le carriere dei giudici da quelle dei PM ma a controllare entrambi saranno due diversi CSM entrambi composti per due terzi da magistrati, la stessa percentuale prevista dalle norme attuali.

3) La riforma prevede che i membri togati del CSM siano estratti a sorte. Questo permetterebbe che a decidere delle carriere dei magistrati siano persone incompetenti.
Altra PALLA. La riforma prevede che i membri togati dei due CSM siano sorteggiati FRA MAGISTRATI, quindi fra persone che si ritiene siano competenti.

4) Col sorteggio il CSM perde il sua carattere rappresentativo.
Il CSM è un organismo tecnico, NON politico. Suo compito non è fornire la magistratura di una rappresentanza politica, ma di decidere su assegnazioni, promozioni, percorsi di carriera dei vari magistrati. Il sistema del sorteggio mette fine alla anomalia secondo cui i controllori vengono scelti dai controllati, un po’ come se i calciatori eleggessero gli arbitri.

5) Il sistema del sorteggio rende la magistratura più debole nei confronti della politica.
E’ vero esattamente il contrario. Attualmente i membri del CSM vengono eletti dai magistrati in base alle loro appartenenze politiche. In Italia, caso unico in tutto l’occidente, i magistrati si dividono in tanti partiti politici, esiste il “parlamentino” dei magistrati. Assegnazioni, promozioni, percorsi di carriera vengono attualmente stabiliti in base ad appartenenze di corrente e considerazioni politiche. Il sistema del sorteggio mette la parola fine a tutto questo, LIBERA la magistratura da influenze politiche.
 
6) La riforma prevede la formazione di una corte di giustizia che può punire i magistrati per errori commessi con dolo o colpa grave. Questo rende la magistratura serva della politica.
La corte di giustizia si compone di 15 membri: 3 eletti dal capo dello stato, tre estratti da una rosa decisa dal parlamento fra avvocati e professori universitari di diritto, nove estratti da una rosa di magistrati. Come tutto questo possa rendere la magistratura “serva della politica” resta un mistero. Si aggiunga che attualmente nessun magistrato paga mai per i suoi errori. Se un chirurgo asporta a un paziente il rene sano invece di quello malato finisce giustamente sotto processo, il magistrato che diede inizio al caso Tortora è stato poi promosso.

7) la riforma è fascista.
Il codice di procedura penale in vigore sotto il fascismo NON prevedeva alcuna separazione delle carriere fra giudici e PM. A essere vicina a norme fasciste è semmai la NON divisione delle carriere fra giudici e PM.

8) Bisogna votare NO perché la vittoria del SI favorirebbe Giorgia Meloni.
Ecco, questo è l’unico argomento serio che sta alla base di tutti gli inviti bocciare la riforma. Bisogna bocciarla non perché sia sbagliata ma perché è l’orribile governo Meloni a proporla. Siamo di fronte alla riproposizione dell’argomento orribile: una certa proposizione è vera o falsa a seconda di chi la pronuncia. Se Giorgia Meloni dice che due più due fa quattro allora bisogna dire che due più due fa cinque. Fantastico argomento: fornisce a tutte le persone capaci di pensare con la propri testa un ottimo motivo per votare SI!!!!!!!!

lunedì 9 febbraio 2026

SI NO E COSTITUZIONE

 

Una delle argomentazioni più ridicole di coloro che difendono il NO è la seguente: “votiamo NO perché vogliamo difendere la costituzione”.
Ora, il 22 23 marzo (salvo sorprese) si voterà su una legge di modifica costituzionale. . Chi non è d’accordo con tali modifiche può legittimamente motivare il suo NO, ma dire che le modifiche vanno respinte perché si deve “difendere la costituzione” equivale a dire che la Costituzione NON può MAI, in nessun caso essere modificata. Però l’articolo 138 della costituzione, primo e secondo comma, recita:
“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.”
Quindi la costituzione stessa prevede le procedure della propria modifica. Per inciso l’articolo 138 mostra chiaramente che la famosa raccolta di firme su cui si cerca di far leva per rinviare il voto è stata assolutamente inutile, un mero pretesto per perdere tempo, perché per convocare il referendum bastava la richiesta di un quinto dei membri di una camera.
Incisi polemici a parte, la costituzione NON è e NON si considera un testo sacro, può essere soggetta a modifiche, non ha senso alcuno quindi affermare che si è per il NO in nome della difesa della costituzione, a meno che non si ritenga “incostituzionale” l’articolo 138 della costituzione stessa.
Del resto sono già state apportate in passato numerose modifiche alla costituzione. In quei casi però gli attuali “difensori della costituzione” tacevano.
Non mi stancherò di ripeterlo, occorre ANDARE A VOTARE e votare SI.

IL RICHIAMO DELLA FORESTA

 

Le cifre vanno prese con le molle, ma pare che nei sondaggi relativi alla riforma della giustizia il SI, pur restando in vantaggio, abbia subito un calo.
A mio modesto parere questo parziale recupero dei NO ha una causa ben precisa: potremmo chiamarla “il richiamo della foresta”.
Fino a poco tempo fa, sempre secondo i sondaggi, il vantaggio dei SI era abissale: gli intervistati valutavano il merito della riforma e a larga maggioranza non potevano che essere d’accordo. In effetti, qualsiasi persona ragionevole, non importa se di destra, centro o sinistra, vede bene che è meglio che giudici e PM non siano colleghi, che le assegnazioni e gli avanzamenti di carriera dei magistrati non dipendano dalle correnti politiche di appartenenza o che anche i magistrati, come tutti i comuni mortali, rispondano dei loro errori, se commessi con dolo o colpa grave. Tutto normale, tutto regolare.
Poi però è scattato il “richiamo della foresta”. Votare SI vuol dire favorire Giorgia meloni, hanno cominciato a pensare alcuni. Qualcuno, come Niki Vendola, ha avuto addirittura il coraggio di dirlo: “sarei favorevole al SI ma voterò NO per non favorire politicamente Giorgia Meloni”.
Lo so, siamo di fronte a quello che si definisce “ragionamento horribilis”: una certa proposizione è vera o falsa a seconda di chi la pronuncia. Se io dico che due più due fa quattro tutti sono d’accordo, se lo dice Giorgia Meloni, allora due più due fa cinque. Orribile, mostruoso, ma purtroppo abbastanza diffuso in politica.
La propaganda a favore del NO si basa interamente su accuse che non trovano nel testo della riforma riscontro alcuno. Ad esempio non è possibile trovare nella riforma una sola parola che possa essere interpretata come tentativo di porre la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo. Chiunque valuti le cose in maniera oggettiva, sulla base dei dati non può che convenire. Ma è qui che scatta il richiamo della foresta. L’importante non è confermare una buona riforma, l’importante è colpire il governo della cattivissima Giorgia, quindi… votiamo NO:
Lo dico chiaramente: questo è un motivo in più per votare SI. Lo è non solo per chi ha votato per il centro destra, lo è per tutte le persone che non rinunciano a usare il proprio cervello, che non intendono anteporre la propaganda più becera alla libera valutazione razionale.
Lo dico a tutti i “pigri”, a quelli che pensano sia inutile andare a votare tanto “il SI vince lo stesso”: Il risultato NON è scontato!
Chiunque non abbia nostalgia della “foresta” deve ANDARE A VOTARE e votare SI!!!

sabato 7 febbraio 2026

LA TECNICA DEL RINVIO

 

Vogliono a tutti i costi posticipare la data del referendum.
Prima hanno organizzato una raccolta di forme assolutamente inutile.
Poi, dopo che il governo ha fissato la data del 22 - 23 marzo hanno fatto ricorso al TAR per posticipare tale data. Il Tar ha dato loro torto. Allora hanno presentato ricorso in cassazione contro il testo del quesito, proponendone uno con minime modifiche formali. I giudici della cassazione, pare impegnati nel sostegno al NO, hanno dato loro ragione.
Il governo ha stabilito che il referendum, col quesito leggermente modificato si terrà comunque alla data stabilita.
Si prevede però un nuovo ricorso al TAR.
E’ una situazione mai vista in precedenza. I fautori del NO cercano in ogni modo di posticipare il voto. Lo fanno perché sperano in un recupero del NO, favorito da una campagna terroristica e fondata unicamente su menzogne.
Per loro una riforma che
Separa le carriere, NON le funzioni, le carriere (è OVVIO che le funzioni siano diverse) dei giudici da quelle dei PM
Stabilisce che sia data vita a due distinti CSM, uno per i giudici l’altro per i PM, entrambi come ora composti per due terzi da magistrati
Decide che i membri dei due CSM sino non eletti dagli interessati in base ad appartenenze politiche ma estratti a sorte da una lista di magistrati.
Istituisce una corte di giustizia composta per circa due terzi da magistrati e per il resto da avvocati e professori universitari di diritto, che dovrà esaminare le eventuali colpe di magistrati.
Ecco, per gli oppositori della riforma tutto questo vorrebbe dire politicizzare la magistratura, sottoporla al potere dei partiti.
Una menzogna, una palla colossale. Semmai una parte, minoritaria ma molto attiva, della magistratura, è politicizzata OGGI, è OGGI vicina a certi partiti (chissà a quali…)
Una menzogna, una palla che possono far presa solo se sostenute da una campagna martellante, possibilmente il più lunga possibile, fondata su slogan, in puro stile goebbelsiano.
Tutti motivi in più per ANDARE A VOTARE, quando sarà il momento, e votare SI!!!

sabato 3 gennaio 2026

MADURO

 

Lo dico subito, chiaro e tondo: a mio avviso un mondo senza Maduro è un mondo migliore.
Per essere ancora più chiaro penso valga la pena di esaminare e rispondere alle varie idiozie che circolano in rete sulla destituzione del dittatore venezuelano.
Per punti:
1) L’attacco degli USA al Venezuela viola le norme del diritto internazionale, nessuno ha diritto di interferire negli affari interni di uno stato sovrano.
A parte il fatto che il Venezuela organizzava il narcotraffico verso gli USA, a parte che Maduro aveva fior di contatti con gruppi terroristi che intervengono, eccome, negli “affari interni” di altri stati, a parte tutto questo, il diritto alla non ingerenza esiste ed è importante, ma NON è un diritto assoluto.
Esiste ed è importante il diritto alla inviolabilità della propria abitazione, ma se io mi accorgo che nella casa accanto un marito sta uccidendo di botte la moglie ho il dovere oltre che il diritto di intervenire. L’idea che ognuno in casa sua può fare tutto quello che vuole senza che nessuno intervenga non è solo stupida, è immorale.
2) I popoli si devono liberare da soli dei dittatori, senza delegare ad altri il compito.
In astratto l’idea sembra giusta, ma è del tutto irrealistica. In realtà è quasi impossibile per popoli che vivono sotto il giogo di ferree tirannidi riuscire a liberarsi da soli e nei rari casi in qui questo sia possibile richiede costi e sofferenze enormemente superiori a quelli richiesti da un intervento esterno.
In Cina il “gran balzo in avanti” di Mao provocò, dal 1958 al 1961, dai 15 ai 20 MILIONI di morti. Se un intervento esterno lo avesse reso impossibile i Conte e le Albanese dell’epoca avrebbero strillato in difesa del “diritto internazionale”. I contadini cinesi però avrebbero saltato di gioia. A me questo basta e avanza.
3) La maggioranza del popolo venezuelano è con Maduro.
Questo è semplicemente falso, ma, anche ammettendo, per pura comodità di ragionamento, che sia vero… e allora? Una maggioranza ha diritto di votare chi vuole, ma non di togliere alla minoranza il diritto di voto. Elementare Watson.
4) Agli USA non interessa un bel niente di libertà e democrazia, difendono solo i loro interessi.
Diamolo pure per scontato, e allora? Non c’è nulla di male nel difendere i propri interessi, la domanda da porsi è un’altra: la difesa degli interessi USA è compatibile con la difesa dei valori di libertà e democrazia, o, quanto meno, gli interessi degli USA di Trump sono più o meno compatibili con la tutela di libertà e democrazia che gli interessi del Venezuela di Maduro? Basta fare la domanda per avere la risposta.
5) Perché si interviene in Venezuela e non, ad esempio, in Cina? Forse che la Cina è “democratica”?
La risposta è molto semplice: Intervenire in Venezuela è stato semplice e, a quanto pare, non ha comportato rischi e costi eccessivi. Con la Cina il discorso sarebbe ben diverso. Ritenere che una certa azione sia moralmente e politicamente giustificata non implica che sia replicabile in situazioni impossibili. Di nuovo… elementare Watson.
E tanto basta, Aggiungo solo che è uno spettacolo triste vedere tanti politici italiani, soprattutto ma non solo di sinistra, che sempre, in tutte le occasioni si schierano con teocrati, dittatori e tiranni. Dall’Iran alla Russia, dalla Corea del nord al Venezuela, sempre contro le democrazie, sempre contro l’occidente.
E’ triste, ma forse non casuale.